per concessione di Azzurro
Un bell'affresco di San Rocco, situato all'interno della chiesetta del Mercato di Iseo mi è motivo, dopo averne letto in un testo la sua storia, per una breve riflessione.
San Rocco vi è raffigurato nel gesto semplice e forse impudico di chi mostra , indicandola con l'indice , una piaga infetta situata inequivocabilmente nell'angolo interno di una coscia .
Sopra l'affresco vi si legge la data dell' 11 marzo 1543.
La malattia è indiscutibilmente la sifilide detta nel Medio Evo "male di San Rocco", che provocherà, in quel tempo circa 20 milioni di morti.
Apprendiamo cosi che anche "il sesso sicuro" potrebbe forse avere un suo santo protettore, individuabile in San Rocco, anche se vediamo come la malattia, da malattia di un santo, sia diventata, nella considerazione della gente e con il tempo, una malattia di depravati, di peccatori e di viziosi.
La sifilide dunque dilagherà velocemente per tutta l'Europa e l'Italia non ne sarà immune, anzi sarà proprio uno dei territori più infetti, essendo invasa, proprio in quegli anni, dagli eserciti di Carlo VIII e come si sa, e come spesso avviene, gli eserciti hanno bisogno di divertirsi, hanno bisogno di donne e di tutti quei piaceri della vita, necessari a chi deve dimenticare la morte.
Gli effetti della malattia sono spaventosi, il corpo si copre di orrende piaghe e pustole, fortissimi sono i dolori in tutte le membra, la pazzia e la morte sono le tragiche conseguenze in una popolazione al tempo priva di difese immunitarie.
Il classico "castigo di Dio" nella mentalità comune per una malattia che, al pari dell' AIDS si diffonde con i rapporti sessuali.
L'impatto fu tremendo anche nei costumi e nelle abitudini sessuali e di vita.
La società del 500 passò rapidamente dalla gaiezza e dalla gioia di vivere del primo 500 alle cupezze sessuofobiche che si diffusero altrettanto rapidamente della malattia.
Alla chiesa non sembrò vero poter soffiare sul fuoco, diffondendo paure e sensi di colpa.
Il fatto curioso. che voglio rimarcare. è che ogni popolo diede un nome particolare e diverso alla malattia.
I Francesi la chiamarono "mal napoletano, i napoletani "mal francese".
Quando poi la malattia, non facendo differenze di fede o religione, si diffuse nel mondo arabo fu chiamata "mal cristiano" , infine venne considerata, e non poteva essere diversamente visto le loro storiche colpe, il male tipico dei peccatori per eccellenza e cioè degli ebrei.
Potremmo continuare all'infinito, ma arriveremmo comunque alle stesse conclusioni, le colpe sono sempre degli altri, dei diversi, degli stranieri.
IL mondo in fondo, nella sua sostanza, non è poi cambiato molto, basta pensare all' AIDS, colpa sicura della vita sessuale dissoluta dei gay, i nuovi untori, o dei tossicomani e delle loro famiglie, e poco importa se invece l' AIDS sia più diffuso nel mondo, proprio tra gli eterosessuali.
Di colpa in colpa arriviamo, in anni più recenti, alla distruzione degli ebrei, colpevoli di tutti i mali d'Europa.
Ai giorni nostri non ci siamo ancora liberati di questa mentalità, gli untori sono solo cambiati ora, sono gli extracomunitari, colpevoli in assoluto di tutte le violenze moderne che a ben vedere, al contrario, spesso noi abbiamo esportato con la mafia in tutto il mondo.
Tutto deve cambiare diceva il Principe Salina nel suo famoso Gattopardo affinchè tutto rimanga come prima.
Il mondo è cambiato, sono passati da allora 5 secoli , ma la mentalità si è mantenuta, i colpevoli sono sempre gli altri, i diversi, gli stranieri.
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